Archivio per la categoria ‘Seconda Divisione’

Nel Girone A il Padova ha la meglio su Triestina e Dominante e viene ammessa al primo campionato di Serie A a girone unico. Nel Girone B il Napoli grazie a una vittoria per 5-0 nello scontro diretto riesce a condannare la Biellese alla retrocessione in Serie B ma nello scontro all’ultima giornata contro la Lazio pareggia 0-0 con il risultato che partenopei e laziali sono appaiate all’ottavo posto a pari merito. Ci vuole quindi uno spareggio per stabilire quali delle due squadre giocherà in Serie A che finisce 2-2. Alla fine grazie all’allargamento del campionato a 18 squadre entrambe vengono ammesse alla Serie A insieme alla Triestina nona nell’altro girone.

In Finale giungono Torino e Bologna. Bologna vince la prima partita per 3-1 ma nel ritorno i torinesi vincono 1-0 raggiungendo i felsinei a quota 2 punti in classifica. Ci vorrà quindi uno spareggio per determinare il campione.

Per quanto riguarda la Prima Divisione (Nord) Spezia, Parma e Monfalcone vengono ammesse in Serie B. Nel campionato meridionale (Prima Divisione Sud) si stanno disputando i gironi di semifinale. Le vincenti dei due gironi si contenderanno l’ultimo posto disponibile per la Serie B (e il titolo di campione meridionale) in finale. 

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A quattro giornate dal termine Bologna e Torino vincono matematicamente il girone e dunque si contenderanno lo scudetto nella finale. Lotta per l’ottavo posto tra Livorno, Dominante, Padova, Triestina (Girone A) e Napoli, Biellese, Lazio e Venezia (Girone B).

A fine aprile Torino e Bologna dominano entrambi il proprio girone (la prima il girone A, la seconda il Girone B) e con ogni probabilità, a meno di possibili rimonte, saranno le finaliste del campionato italiano. Matematicamente salve: Torino (Girone A), Bologna, Juventus e Ambrosiana-Inter (Girone B). Matematicamente retrocesse: nessuna. Quelle più in lotta per l’ottavo posto: Livorno, Padova, Dominante, Triestina (Girone A), Biellese, Napoli, Pistoiese, Lazio e Verona (Girone B).

Nota: i risultati delle partite di dicembre, gennaio e febbraio non sono per ora disponibili. Passiamo quindi ai risultati delle partite di marzo.

A inizio marzo il Torino è in testa nel Girone A con tre punti di vantaggio sul Milan e quattro sull’Alessandria. Oltre ad esse c’è il Modena quarto che, seppur troppo lontano per sperar ancora nel primo posto, ha un distacco di sette punti rispetto alla zona retrocessione (9°-16° posto) e quindi ha praticamente ipotecato la salvezza. Dietro di esse un gruppetto di squadre che possono ancora sperare di arrivare tra le prime otto e qualificarsi al nuovo campionato di massima serie a girone unico. Tra queste in netto calo la Pro Patria che nella prima parte del campionato era tra le prime in classifica ma che a meno di cali improvvisi dovrebbe farcela a qualificarsi alla Serie A. A fine marzo il Torino ha aumentato il suo distacco su Milan e Alessandria, subito dopo Roma e Modena e poi Pro Patria e Dominante. L’ottavo posto, l’ultimo che dà accesso alla Serie A,  è condiviso tra Livorno e Padova (19 punti). Ultimo il Prato con soli 10 punti.

Il Girone B è dominato dal Bologna, subito dietro la Juve, seguono Ambrosiana-Inter e Brescia.  Le posizioni dalla 5° all’8° sono occupate da Genoa, Pro Vercelli, Cremonese e Biellese. Rischiano di non farcela Napoli, Lazio, Venezia e Verona, praticamente già retrocesse Fiorentina e Reggiana. 

Nel mese di novembre è lotta accesa per il primo posto nel girone A tra Torino, Milan e la sorpresa Pro Patria con i torinesi in leggero vantaggio. Nel Girone B c’è un altra sorpresa: la provinciale Brescia che riesce a tenere testa a grandi del calcio come Juventus e Bologna; a quasi fine mese Brescia, Juve e Bologna sono tutte e tre in testa con undici punti. Ricordiamo che il primo posto vale la finale per lo scudetto.

Per quanto riguarda la lotta salvezza il campionato è appena iniziato quindi un pò tutte rischiano di retrocedere.

 Poco da dire sulle serie minori.

L’articolo in questione raccoglierà i risultati delle partite di campionato giocate nell’ottobre 1928. Prima però è meglio spendere alcune parole sul campionato di Divisione Nazionale.

Esso, come già detto, nacque nel 1926 con il preciso intento di creare un campionato non più diviso tra Nord e Sud. Le tre società meridionali selezionate dalla Federazione per giocare nel nuovo massimo torneo delusero però le aspettative retrocedendo tutte e tre. Il Napoli raccolse solo un punto in diciotto partite (e per questi risultati disastrosi i tifosi cambiarono lo stemma della società sostituendo il cavallo con l’ormai celebre ciuccio), la Fortitudo Pro Roma raccolse solo cinque punti e l’unica cosa buona che fece fu un incredibile vittoria contro il Torino alla fine Campione (anche se poi lo scudetto venne revocato), l’Alba rischiò di salvarsi ma un crollo nelle ultime giornate ne causò la retrocessione. La FIGC non poteva permettere che nella stagione 1927-28 in massima serie militasse una sola squadra centro-meridionale (la Lazio campione di Prima Divisione Sud) e decise dunque di annullare tutte le retrocessioni allargando il campionato a 22 squadre. Per far tornare il campionato a 20 squadre sarebbero state però retrocesse tre squadre per girone e non più due. Nella stagione 1927-28 militarono in Divisione Nazionale tre squadre meridionali, cioè la Roma (nata dalla fusione tra Alba e Fortitudo), la Lazio e il Napoli. Se la Roma ottenne una tranquilla salvezza (e vinse addirittura la Coppa CONI, competizione riservata a tutte le squadre di Divisione Nazionale escluse dal girone finale), la Lazio retrocesse facilmente mentre il Napoli, dopo un girone di andata deludente, migliorò il suo rendimento nel girone di ritorno riuscendo anche a battere squadre blasonate ma non riuscì a evitare il terzultimo posto e la retrocessione. Arpinati (il presidente della FIGC) però intervenì di nuovo allargando il campionato a 32 squadre e dunque ripescando tutte le retrocesse (sei) e promuovendo d’ufficio molte squadre del campionato cadetto (Prima Divisione).

Perché allargare il campionato a 32 squadre? Arpinati aveva deciso di trasformare il campionato di massima serie in un campionato a girone unico e aveva intenzione di dividere il campionato di Divisione Nazionale (32 squadre) in una Divisione Nazionale Serie A e in una Divisione Nazionale Serie B, entrambi a 16 squadre e a girone unico. La Divisione Nazionale 1928-29 era quindi una sorta di un torneo misto A-B di qualificazione per la nuova massima serie: le prime otto di ogni girone sarebbero andate in Serie A, quelle classificate tra la nona e la quattordicesima posizione sarebbero state declassate in Serie B e la 15° e la 16° di ogni girone sarebbero state retrocesse in Prima Divisione. 

La Prima Divisione Nord si disputò in tre gironi e dava la promozione in Serie B alle vincenti dei tre gironi. Era gestita dal Direttorio Divisioni Superiori, l’antesignano della Lega Calcio.

La Prima Divisione Sud (o Campionato Meridionale) si disputò in cinque gironi e dava la promozione in Serie B al vincitore del Campionato. Non era gestita dal DDS ma dal Direttorio Meridionale. Tutte le squadre militanti in Seconda Divisione 1927-28 vennero ammesse al Campionato Meridionale 1928-29, quindi al Sud non si disputò il campionato di Seconda Divisione.

La Seconda Divisione nel 1928-29 si disputò solo al Nord ed era gestita dal Diretorio Divisioni Inferiori Nord. Strutturata in sette gironi promuoveva la vincente di ogni girone.

Ecco i risultati delle partite dal 30 settembre al 28 ottobre: