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24 luglio-2 ottobre 1921

Come già detto, il campionato 1920-21 fu “elefantiaco” e vi parteciparono ben 88 squadre, di cui 64 del Nord. Le grandi 24 società del calcio italiano (22 del Nord più le toscane Livorno e Pisa) non ne potevano più di giocare partite inutili e scontate contro squadre amatoriali e di oratorio dal tasso tecnico bassissimo, e volevano un campionato più d’elite che si concludesse all’inizio dell’estate e non certo il 24 luglio (come nel campionato 1920-21. Vittorio Pozzo propose all’assemblea del 24 luglio il “Progetto Pozzo” che proponeva di restringere la Massima Serie gruppo Nord a sole 24 società, cioè le firmatarie del “Patto di Milano”. Il piano di riforma venne però respinto perché le squadre minori, in maggioranza nell’assemblea, vi si opposero non volendo perdere il loro posto in massima serie:

Il giorno dopo il 24 luglio si tentò di giungere a un compromesso. Venne proposto di restringere la Massima Serie gruppo Nord a 36 società di cui 16 sarebbero state le semifinaliste della stagione precedente più 20 da selezionare attraverso un torneo di qualificazione. Le ultime quattro dei tre gironi sarebbero state retrocesse senza essere sostituite da società di seconda divisione mentre le ottave avrebbero disputato uno spareggio di qualificazione al campionato di massima serie successivo contro squadre di seconda divisione. Anche questo venne respinto e allora le 24 società firmatarie il patto di Milano secessionarono dai ranghi federali e fondarono una concorrente associazione, la C.C.I. che avrebbe organizzato il “torneo delle 24”.

Le due federazioni cercarono di riconciliarsi e di rifondersi tra di loro ma senza esiti. Un tentativo ci fu ad Alessandria il 3 settembre 1921, in cui CCI e FIGC cercarono di giungere a un compromesso, proponendo una massima serie a 32 squadre, divise in quattro gironi da otto, in cui le vincenti si sarebbero contese il titolo di Campione in un girone finale mentre le altre avrebbero partecipato alla “Coppa Italia”. Il campionato si sarebbe concluso già a febbraio.

Tuttavia il tentativo non andò a buon fine:

Il 2 ottobre si disputò la prima giornata di entrambi i campionati:

Fino al 1910 il campionato era limitato a Piemonte, Liguria e Lombardia. Nel 1910-11 la federazione decise però di allargare i confini angusti del campionato, ammettendo al torneo 3 squadre venete e 1 emiliana (il Bologna). Per vari motivi (lunghezza delle trasferte e peso sportivo delle ammesse) le relegò in un girone a se stante, quello veneto-emiliano, ammettendo alla finalissima per il titolo contro i campioni nord-occidentali la vincente di questo girone. Così per due anni si giocarono due campionati, quello nord-occidentale con le grandi squadre e quello veneto-emiliano con squadre mediocri che subivano sconfitte umilianti nelle finalissime contro il campione del torneo dei clubs maggiori.

Nel 1911 il Vicenza, campione della sezione veneto-emilia, affrontò la Pro Vercelli, vincente della sezione Liguria-Piemonte-Lombardia. Secondo le cronache non ci fu mai partita, il Pisa subì 5 reti contro 1 e lo scarto sarebbe stato maggiore se non fosse stato per le parate del portiere vicentino.

Nel 1912 fu il Venezia a vincere il torneo nord-orientale e ad avere l’onore di affrontare la Pro Vercelli. In due gare subì 13 goals (a zero)!

Nel frattempo il numero di squadre nel girone delle grandi era aumentato di un’ unita con l’ammissione di Casale e Piemonte FC e la rinuncia dell’Ausonia.

A fine estate 1912 però iniziò un processo di regionalizzazione e quindi di espansione del campionato a causa dell’approvazione della riforma Valvassori-Faroppa:

Con questa riforma non solo si scinde in due il girone delle grandi ma vengono ammesse al torneo anche le squadre del centro-sud, inserite però in un torneo a parte la cui vincente avrebbe affrontato nella finalissima i campioni del Nord. In questo modo il numero dei partecipanti aumenta a 30 di cui 18 del nord e 12 del Centro-Sud. Inoltre il piano Valvassori Faroppa prevedeva la retrocessione per l’ultima di ogni girone regionale ma dopo la retrocessione della Juventus tutte le squadre (compresi i bianconeri) vennero ripescate con il risultato che il numero delle squadre ammesse alle eliminatorie aumentava sempre più. Cosicché le grandi squadre furono costrette a giocare insieme a squadre amatoriali, di oratorio e addirittura di cappuccini!!! Tali partite non potevano che finire in modo scontato con otto-dieci reti di scarto e provocavano anche infortuni ai campioni di allora.

Lo scontento così crebbe. La FIGC cercò di accontentare le grandi stabilendo che a partire dal 1920-21 il campionato del Nord sarebbe stato a 24 squadre ma poi il peso delle piccole si fece sentire e il risultato fu che al campionato 1920-21 parteciparono ben 64 società del Nord (se comprendiamo anche quelle del centro-sud, 88). Il 4 luglio 1920 all’assemblea federale ci fu uno scisma delle squadre piemontesi:

Tuttavia lo scisma rientrò.

Al termine del campionato 1920-21 tuttavia le grandi non potevano sopportare più le conseguenze di un campionato così elefantiaco e le conseguenze le vedremo nel prossimo post.

Questo post sarà dedicato al campionato 1909-10, il primo disputato a girone unico. Nei campionati precedenti le 8-9 (o anche meno) società del triangolo industriale giocavano in tre gironi regionali (Piemonte, Lombardia e Liguria) con le vincenti che si sarebbero qualificate alle finali nazionali per il titolo. Ora invece le 9 squadre partecipanti, tutte dal Nord-Ovest, vennero inserite in un girone unico che avrebbe assegnato la vincente del titolo al termine di sedici domeniche.

La favorita era ovviamente la Pro Vercelli, vincitrice delle precedenti due edizioni.

Il campionato iniziò il 7 novembre 1909 e vide la partenza slanciata della Pro Vercelli che a fine novembre era in testa con due punti di vantaggio sul Genoa:

Tuttavia ben presto l’Inter, partita in sordina, si avvicinò man mano alla Pro portandosi da -5 a -1; anche la Juventus si avvicinò pericolosamente a -1 dai vercellesi. Tra l’altro l’Inter riuscì nell’impresa di battere nello scontro diretto la Pro che non perdeva da un anno.

A gennaio e a febbraio alcune partite dell’Inter non vennero disputate e la Pro pur con qualche passo falso riuscì a mantenere un divario di due punti sui neroazzurri. Inoltre, battendola nello scontro diretto, la Pro riuscì a tagliar fuori la Juve dalla corsa per il titolo.

Il 6 marzo si disputa l’ultima partita della Pro Vercelli che la vince e si porta 25 punti con l’Inter a 21 ma con tre partite da recuperare. L’Inter vince la prima e si porta a -2 ma poi perde la seconda dopo 11 vittorie consecutive e rimane a -2. deve vincere l’ultima partita per raggiungere in testa la Pro. Ce la fa.

E’ necessario dunque uno spareggio. Si gioca il 24 aprile. La Pro però è impegnata in quel giorno in un torneo militare e chiede il rinvio. la FIGC e l’Inter rifiutano. Allora la Pro per protesta schiera nello spareggio scudetto i ragazzini di 11 anni. Perde 10-3. Così l’Inter è campione d’Italia per la prima volta. La Pro protesta per la posizione irregolare di Aebi, giocatore neroazzurro, spacciato dall’Inter per italiano per poterlo schierare in campionato. Se la Pro avesse vinto il ricorso l’Inter avrebbe perso a tavolito le partite in cui lo ha utilizzato e i piemontesi sarebbero campioni.

La FIGC però respinge il ricorso e squalifica la Pro per aver utilizzato gli undicenni nello spareggio.

CLASSIFICA FINALE: INTER 25; Pro Vercelli 25; Juventus 18; Torino e Genoa 17; Milanese e Milan 13; Andrea Doria 11; Ausonia 5.

Dopo una pausa di un mese e con il ritrovamento di un ulteriore fonte, ritorno a scrivere articoli. Questa volta facciamo un passo indietro e dal 1929 ritorniamo al 1912.

In quest’anno la Federazione decise di istituire un campionato del Centro-Sud i cui vincenti avrebbero affrontato nella finalissima i campioni del Nord. Dato il netto divario tra clubs settentrionali e quelli meridionali, il risultato era comunque scontato.

Nel 1913 Pro Vercelli e Lazio si affrontarono per il titolo: vinse la Pro Vercelli per 6-0.

Nel 1914 furono Casale e Lazio a scontrarsi: furono i piemontesi a prevalere per 7-1 all’andata e per 2-0 al ritorno:

Nel 1915, a causa dello scoppio della guerra, non fu giocata la finalissima: il Genoa, in testa nel Campionato del Nord, venne proclamato Campione.

Finita la guerra, il campionato riprese. In questo arco di tempo progressi enormi furono compiuti dai toscani, il cui tasso tecnico era di poco inferiore ai giocatori del Nord. Nel 1920 così quando si giocò come finalissima Inter-Livorno fini solo 3-2 per l’Inter. Va detto comunque che i gol toscani arrivarono solo al 38° e al 42° della ripresa a risultato già acquisito comunque era la prova che i toscani erano migliorati di molto.

I progressi divennero ancora più evidenti nel 1921 quando il Pisa contese il titolo alla Pro Vercelli. Finito 1-0 per i piemontesi il primo tempo nella ripresa il Pisa riuscì a pareggiare ma ridotto in nove subì il gol decisivo della vittoria vercellese contestatissimo dai toscani i quali sostennero che il marcatore fosse in fuorigioco.

Proprio in riconoscimento della loro forza, a partire dal 1921-22 le toscane vennero spostate dal campionato del Sud al campionato del Nord. Come conseguenza di ciò, la finalissima tornò a essere una formalità. Nel 1922 si scontrarono per il titolo Pro Vercelli e Fortitudo (di Roma). A Roma vinse la Pro Vercelli per 3-0 ma a Vercelli i locali subirono subito due gol. Comunque in breve tempo segnarono cinque gol e la partita finì 5-2. La Pro Vercelli vinse così il suo settimo e ultimo titolo.

Nel 1923 finalissima tra Genoa e Lazio: vinse il Genoa per 4-1 e 2-0.

Nel 1924 dobbiamo registrare la bella prova del Savoia di Torre Annunziata, l’unico team meridionale a pareggiare un incontro di finalissima contro il team settentrionale. Affrontò il Genoa e perse  3-1 a Genova e pareggiò 1-1 a Torre Annunziata. La sua prestazione fu lodata da molti, perdere solo 4-2 era un risultato di prestigio visti i risultati abituali delle finalissime.

Nel 1925 fu l’Alba ad affrontare il Bologna. Vinsero i felsinei 4-0 e 2-0.

Infine nel 1926 la Juventus affrontò in finalissima l’Alba. All’inizio grazie alle parate del portiere dell’Alba il punteggio rimase sull’1-1 ma poi al 42° la Juventus passò in vantaggio. Nella ripresa nonostante le belle parate del portiere dell’Alba i bianconeri dilagarono e vinsero 7-1. Nel ritorno a Roma i bianconeri vinsero 5-0 e si aggiudicarono il loro secondo scudetto.

Con la Carta di Viareggio dell’agosto 1926 la finalissima fu abolita. I campionati di Lega Nord e Lega Sud vennero infatti unificati e da allora le squadre del Sud e quelle del Nord avrebbero giocato nello stesso campionato. Il nuovo campionato di Divisione Nazionale aveva 20 squadre di cui 17 settentrionali e 3 meridionali.

Questa è una storia della FIGC dal 1915 al 1923 tratta dall’Annuario 1929.

Il campionato 1914-15 venne sospeso a una giornata dal termine per l’entrata in guerra dell’Italia. Il Genoa era in testa nelle Finali Nord. Le partite annullate furono giocate come amichevoli: il Genoa vinse 3-1 contro l’Inter mentre Torino e Milan pareggiarono 1-1. Se queste partite fossero state ritenute valide il Genoa avrebbe vinto il titolo sul campo.

Ecco alcune immagini e articoli sulla sospensione del campionato:

Il campionato riprese solo nel 1919-20 e solo allora al Genoa venne riconosciuto lo scudetto 1914-15.

Prima Categoria 1913-14

Pubblicato: settembre 20, 2010 in Prima Categoria

La Prima Categoria 1913-14 fu vinta dal Casale che vinse le finali del Nord e poi vinse per 7-1 e per 2-0 in Finalissima i Campioni del Sud della Lazio.

Squadre partecipanti:

Calendario dei gironi eliminatori di Prima Categoria:

Per i risultati andare su wikipedia. Essi sono stati compilati avendo a disposizione il calendario (Fonte: Almanacco 1914) e i risultati (Fonte: Almanacco Panini 1898-2004).