L’allargamento esponenziale del campionato (1910-1921)

Pubblicato: novembre 7, 2010 in Prima Categoria

Fino al 1910 il campionato era limitato a Piemonte, Liguria e Lombardia. Nel 1910-11 la federazione decise però di allargare i confini angusti del campionato, ammettendo al torneo 3 squadre venete e 1 emiliana (il Bologna). Per vari motivi (lunghezza delle trasferte e peso sportivo delle ammesse) le relegò in un girone a se stante, quello veneto-emiliano, ammettendo alla finalissima per il titolo contro i campioni nord-occidentali la vincente di questo girone. Così per due anni si giocarono due campionati, quello nord-occidentale con le grandi squadre e quello veneto-emiliano con squadre mediocri che subivano sconfitte umilianti nelle finalissime contro il campione del torneo dei clubs maggiori.

Nel 1911 il Vicenza, campione della sezione veneto-emilia, affrontò la Pro Vercelli, vincente della sezione Liguria-Piemonte-Lombardia. Secondo le cronache non ci fu mai partita, il Pisa subì 5 reti contro 1 e lo scarto sarebbe stato maggiore se non fosse stato per le parate del portiere vicentino.

Nel 1912 fu il Venezia a vincere il torneo nord-orientale e ad avere l’onore di affrontare la Pro Vercelli. In due gare subì 13 goals (a zero)!

Nel frattempo il numero di squadre nel girone delle grandi era aumentato di un’ unita con l’ammissione di Casale e Piemonte FC e la rinuncia dell’Ausonia.

A fine estate 1912 però iniziò un processo di regionalizzazione e quindi di espansione del campionato a causa dell’approvazione della riforma Valvassori-Faroppa:

Con questa riforma non solo si scinde in due il girone delle grandi ma vengono ammesse al torneo anche le squadre del centro-sud, inserite però in un torneo a parte la cui vincente avrebbe affrontato nella finalissima i campioni del Nord. In questo modo il numero dei partecipanti aumenta a 30 di cui 18 del nord e 12 del Centro-Sud. Inoltre il piano Valvassori Faroppa prevedeva la retrocessione per l’ultima di ogni girone regionale ma dopo la retrocessione della Juventus tutte le squadre (compresi i bianconeri) vennero ripescate con il risultato che il numero delle squadre ammesse alle eliminatorie aumentava sempre più. Cosicché le grandi squadre furono costrette a giocare insieme a squadre amatoriali, di oratorio e addirittura di cappuccini!!! Tali partite non potevano che finire in modo scontato con otto-dieci reti di scarto e provocavano anche infortuni ai campioni di allora.

Lo scontento così crebbe. La FIGC cercò di accontentare le grandi stabilendo che a partire dal 1920-21 il campionato del Nord sarebbe stato a 24 squadre ma poi il peso delle piccole si fece sentire e il risultato fu che al campionato 1920-21 parteciparono ben 64 società del Nord (se comprendiamo anche quelle del centro-sud, 88). Il 4 luglio 1920 all’assemblea federale ci fu uno scisma delle squadre piemontesi:

Tuttavia lo scisma rientrò.

Al termine del campionato 1920-21 tuttavia le grandi non potevano sopportare più le conseguenze di un campionato così elefantiaco e le conseguenze le vedremo nel prossimo post.

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